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Pubblicato il Giu 16, 2020

Questi sono solo alcuni dei tantissimi passi della Scrittura che vietano l'idolatria.

Di Luigi Vairo

idolatria 12“Allora Iddio pronunziò tutte queste parole, dicendo: “Io sono l´Eterno, l´Iddio tuo, che ti ho tratto dal paese d´Egitto, dalla casa di servitù. Non avere altri dei nel mio cospetto.
Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne´ cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro, perché io, l´Eterno, l´Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l´iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità, fino alla millesima generazione, verso quelli che m´amano e osservano i miei comandamenti.” (Esodo 20:1,6)idolatria 11

“E come Pietro entrava, Cornelio, fattoglisi incontro, gli si gittò ai piedi, e l´adorò. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: Lèvati, anch´io sono uomo!“ (Atti 10:25,26)

“E l´angelo mi disse: Scrivi: Beati quelli che sono invitati alla cena delle nozze dell´Agnello. E mi disse: Queste sono le veraci parole di Dio.
E io mi prostrai ai suoi piedi per adorarlo.
Ed egli mi disse: Guardati dal farlo; io sono tuo conservo e de´ tuoi fratelli che serbano la testimonianza di Gesù: adora Iddio!“ (Apocalisse 19:9,10)

idolatria 9“E il resto degli uomini che non furono uccisi da queste piaghe, non si ravvidero delle opere delle loro mani si da non adorar più i demoni e gl´idoli d´oro e d´argento e di rame e di pietra e di legno, i quali non possono né vedere, né udire, né camminare” (Apocalisse 9:20)

“Beati coloro che lavano le loro vesti per aver diritto all´albero della vita e per entrare per le porte nella città! Fuori i cani, gli stregoni, i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna.” (Apocalisse 22:14,15)

idolatria 8“V´ho scritto nella mia epistola di non mischiarvi coi fornicatori; non del tutto però coi fornicatori di questo mondo, o con gli avari e i rapaci, e con gl´idolatri; perché altrimenti dovreste uscire dal mondo; ma quel che v´ho scritto è di non mischiarvi con alcuno che, chiamandosi fratello, sia un fornicatore, o un avaro, o un idolatra, o un oltraggiatore, o un ubriacone, o un rapace; con un tale non dovete neppur mangiare. Poiché, ho io forse da giudicar que´ di fuori? Non giudicate voi quelli di dentro? Que´ di fuori li giudica Iddio. Togliete il malvagio di mezzo a voi stessi.“ (1° Corinzi 5:9,12)

“Così parla l´Eterno degli eserciti, l´Iddio d´Israele: Voi e le vostre mogli lo dite con la vostra bocca e lo mettete ad effetto con le vostre mani; voi dite: – Vogliamo adempiere i voti che abbiamo fatti, offrendo profumi alla regina del cielo e facendole delle libazioni.
– Sì, voi adempite i vostri voti; sì, voi mandate ad effetto i vostri voti; perciò ascoltate la parola dellidolatria 13´Eterno, o voi tutti di Giuda, che dimorate nel paese d´Egitto! Ecco, io lo giuro per il mio gran nome, dice l´Eterno; in tutto il paese d´Egitto il mio nome non sarà più invocato dalla bocca d´alcun uomo di Giuda che dica: – Il Signore, l´Eterno, vive! – Ecco, io vigilo su loro per il loro male, e non per il loro bene; e tutti gli uomini di Giuda che sono nel paese d´Egitto saranno consumati dalla spada e dalla fame, finché non siano interamente scomparsi.” (Geremia 44:25,27)

“I loro idoli sono argento ed oro, opera di mano d´uomo.
idolatria 7Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono, hanno orecchi e non odono, hanno naso e non odorano, hanno mani e non toccano, hanno piedi e non camminano, la loro gola non rende alcun suono.
Come loro sian quelli che li fanno, tutti quelli che in essi confidano.” (Salmo 115:4,8)


“… tu hai quivi di quelli che professano la dottrina di Balaam, il quale insegnava a Balac a porre un intoppo davanti ai figliuoli d´Israele, inducendoli a mangiare delle cose sacrificate agli idoli e a fornicare. Così hai anche tu di quelli che in simil guisa professano la dottrina dei Nicolaiti.
idolatria 6Ravvediti dunque; se no, verrò tosto a te, e combatterò contro a loro con la spada della mia bocca. Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese.
… ho questo contro a te: che tu tolleri quella donna Jezabel, che si dice profetessa e insegna e seduce i miei servitori perché commettano fornicazione e mangino cose sacrificate agl´idoli.“ (Apocalisse 2:14,20)

“Poiché è parso bene allo Spirito Santo ed a noi di non imporvi altro peso all´infuori di queste cose, che sono necessarie; cioè: che v´asteniate dalle cose sacrificate agl´idoli, dal sangue, dalle cose soffocate, e dalla fornicazione; dalle quali cose ben farete a guardarvi. State sani.” (Atti 15:28,29)idolatria 5

“Quanto ai Gentili che hanno creduto, noi abbiamo loro scritto, avendo deciso che debbano astenersi dalle cose sacrificate agl´idoli, dal sangue, dalle cose soffocate, e dalla fornicazione.” (Atti 21:25)

“Guardate l´Israele secondo la carne; quelli che mangiano i sacrifici non hanno essi comunione con l´altare? Che dico io dunque? Che la carne sacrificata agl´idoli sia qualcosa? Che un idolo sia qualcosa? Tutt´altro; io dico che le carni che i Gentili sacrificano, le sacrificano ai demoni e non a Dio; or io non voglio che abbiate comunione coi demoni. Voi non potete idolatria 4 Copiabere il calice del Signore e il calice de´ demoni; voi non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demoni.
O vogliamo noi provocare il Signore a gelosia? Siamo noi più forti di lui? “ (1° Corinzi 10:18,22)


“Or mentre Paolo li aspettava in Atene, lo spirito gli s´inacerbiva dentro a veder la città piena d´idoli.” (Atti 17:16)

“L´Iddio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi fatti d´opera di mano; e non è servito da mani d´uomini; come se avesse bisogno di alcuna cosa; Egli, che dà a tutti la vita, il fiato ed ogni cosa.
idolatria 3 CopiaEgli ha tratto da un solo tutte le nazioni degli uomini perché abitino su tutta la faccia della terra, avendo determinato le epoche loro assegnate, e i confini della loro abitazione, affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo, come a tastoni, benché Egli non sia lungi da ciascun di noi. Difatti, in lui viviamo, ci moviamo, e siamo, come anche alcuni de´ vostri poeti han detto: “Poiché siamo anche sua progenie”.
Essendo dunque progenie di Dio, non dobbiam credere che la Divinità sia simile ad oro, ad argento, o a pietra scolpiti dall´arte e dall´immaginazione umana.
Iddio dunque, passando sopra ai tempi dell´ignoranza, fa ora annunziare agli uomini che tutti, per ogni dove, abbiano a ravvedersi, perché ha fissato un giorno, nei quale giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo dell´uomo ch´Egli ha stabilito; del che ha fatto fede a tutti, avendolo risuscitato dai morti.” (Atti 17:24,31)

“Non si trovi in mezzo a te chi faccia passare il suo figliuolo o la sua figliuola per il fuoco, né chi eserciti la divinazione, né pronosticatore, né augure, né mago, né incantatore, né chi consulti gli spiriti, né chi dica la buona fortuna, né negromante (cioè chi evochi i morti); perché chiunque fa queste cose è in abominio all´Eterno” (Deuteronomio 18:11)

india 2“Ma Gesù gli disse: Lascia i morti seppellire i loro morti; ma tu va´ ad annunziare il regno di Dio. E un altro ancora gli disse: Ti seguiterò, Signore, ma permettimi prima d´accomiatarmi da que´ di casa mia. Ma Gesù gli disse: Nessuno che abbia messo la mano all´aratro e poi riguardi indietro, è adatto al regno di Dio.” (Luca 9:60)

“La siccità sovrasta alle sue acque, che saran prosciugate, poiché è un paese d´immagini scolpite, vanno in delirio per quegli spauracchi dei loro idoli.” (Geremia 50:38)

“… le loro statue son messe sopra animali, su bestie da soma; quest´idoli che voi portavate qua e là son diventati un carico; un peso per la bestia stanca! Son caduti, son crollati assieme, non possono salvare il carico…” (Isaia 46:1,3)

“E volgeran le spalle, coperti d´onta, quelli che confidano negl´idoli scolpiti e dicono alle immagini fuse: “Voi siete i nostri dèi!” (Isaia 42:17)

idolatria 1 Copia“Ecco, tutti quanti costoro non sono che vanità; le loro opere sono nulla, e i loro idoli non sono che vento e cose da niente.” (Isaia 41:29)

“Allora Gesù gli disse: Va´, Satana, poiché sta scritto: Adora il Signore Iddio tuo, ed a lui solo rendi il culto.“ (Matteo 4:10)

“Io sono l´Eterno; tale è il mio nome; e io non darò la mia gloria ad un altro, né la lode che m´appartiene agl´idoli.” (Isaia 42:8)

“Chi vince erediterà queste cose; e io gli sarò Dio, ed egli mi sarà figliuolo; ma quanto ai codardi, agl´increduli, agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori, agli stregoni, agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda.” (Apocalisse 21:7,8)

“Ma l´ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in ispirito e verità; poiché tali sono gli adoratori che il Padre richiede.
Iddio è spirito; e quelli che l´adorano, bisogna che l´adorino in ispirito e verità.”
Giovanni 4:23,24

Un video che analizza l'origine dell'idolatria nella chiesa cattolica romana

Per approfondire:
Le statue e le immagini - Confutazione della dottrina papista
http://eresiechiesacattolica.blogspot.it/…/le-statue-e-le-i…

La venerazione delle reliquie è idolatria http://eresiechiesacattolica.blogspot.it/…/la-frode-delle-r…
#idolatria #chiesacattolicaromana #reliquie

Pubblicato il Apr 10, 2020

scuola3 telelavoroDa oltre un mese il mondo della scuola pare catapultato, come molte altre realtà, in una nuova dimensione. L’emergenza ha portato tutto il personale scolastico, le famiglie e gli studenti, i bambini e le bambine, a mettere da parte ciò che fino a questo momento hanno vissuto e a sperimentare, come mai prima d’ora, nuovi modi di essere e di fare scuola. Come insegnanti evangelici abbiamo riscoperto la primarietà della famiglia e il nostro ruolo di educatori delegati, la grande opportunità di operare collegati alla rete di altre agenzie educative altrettanto importanti, la consapevolezza che non dipende tutto da noi, ma dal volere del Dio onnipotente che amiamo e serviamo.  Come insegnanti rimane scuola 2 telelavoroaperta dentro di noi la domanda su che cosa l’attuale esperienza del Coronavirus abbia da insegnarci, perché crediamo che debba avere un insegnamento da ricevere e da condividere con i nostri studenti. Tra i tanti che in questi tempi passano sugli schermi dei pc, dei tablet e dei cellulari ai quali siamo connessi con la “didattica a distanza”, un video in particolare si presta a una riflessione. Si tratta de “Il puntino che si credeva un Re”, un bel lavoro della pedagogista Sara Caretta. Narra di un puntino, appunto il Coronavirus, che credendosi un Re arriva a gestire la vita delle persone a modo suo, con grave danno per tutti, fino a quando i bambini, grazie ai superpoteri forniti dalle mani pulite, dalle mascherine e dalla speranza, riescono a sconfiggerlo, e tutti ritornano a vivere insieme felici e contenti. Seguendo il racconto, che spiega in modo semplice e naturale il dramma che stiamo vivendo, rimane scuola 5 telelavorotuttavia una perplessità: da dove viene la certezza che andrà tutto bene? La situazione iniziale che viene recuperata alla fine, dopo la sconfitta del virus, è davvero così felice? La fine è uguale all’inizio? L’esperienza della pandemia quindi non lascia nulla di nuovo, di cambiato nella nostra vita? Se questo è l’insegnamento che dobbiamo trarne, direi che non siamo stati attenti.  Se infatti ci pensiamo meglio, il puntino che voleva diventare un Re assomiglia molto alla storia dell’uomo. Questo puntino microscopico che popola la Terra, un pianeta microscopico nell’universo, pensa, agisce e vive come se fosse il Re dell’universo. Tutta la nostra didattica e pedagogia girano attorno all’uomo re e alla donna regina, al bambino principe e alla bambina principessa. Insegniamo ai nostri figli e studenti a stare al centro del mondo. L’umanità è un mantra che si autoalimenta all’infinito, un puntino che vorrebbe stare sul trono, scortato da tutti i suoi consiglieri: la scienza, la competenza, la cultura, la conoscenza, la tecnologia… E come ogni consigliere cospira per arrivare al trono, così ogni dimensione ambisce ad assorbire la totalità della scuola banchinostra vita. Anche la scuola, tanto che ci si domanda se sia la scuola per la vita, o la vita per la scuola.  Il problema si pone in questi termini: se vogliamo imparare qualcosa dall’emergenza causata dal virus, dobbiamo mettere in discussione non tanto la scienza, che è una grande cosa, ma la sua presunta onnipotenza. Dobbiamo relativizzare non tanto la speranza, che dobbiamo avere, ma l’ottimistico slogan di cui riempiamo i nostri discorsi, senza pensare che l’auspicio che vada tutto bene ha una condizione: “Se Dio vuole”.Dobbiamo renderci conto che la situazione che stiamo vivendo non è avvenuta per caso e non sparirà per i nostri sforzi, per quanto lodevoli essi siano. scuola 6 telelavoroInsieme al rispetto e alla lode per il lavoro di tutti noi, dobbiamo accogliere il pensiero della nostra piccolezza di fronte a una sfida così grande. Perché può essere che finisca bene, ma può essere che non sia l’ultima sfida che dovremo affrontare. E per affrontare sfide del genere, occorre una qualità che è diventata molto rara: il timore di Dio. Riscopriamo, insieme alla nostra piccolezza, la provvidenza divina che ci dà ancora i mezzi per affrontare la pandemia, per aiutare i più deboli, per condividere la ricchezza delle risorse a nostra disposizione. Ripensiamo a come si viveva “prima”, alla cieca frenesia che ha portato allo sconvolgimento ambientale, alle migrazioni, alla povertà, allo sviluppo che ha causato il depauperamento di interi continenti, alla fame di intere popolazioni, allo scioglimento dei ghiacciai, alle carestie, alle invasioni di cavallette, all’insoddisfazione di vivere una vita senza scopo… alla mancanza di futuro per le nuove generazioni. Ora abbiamo ancora il tempo di ravvederci, riconoscere le vere priorità e mettere in ordine la nostra vita. Questo è l’insegnamento da imparare e da lasciare in eredità alle future generazioni, finché c’è tempo, perché il tempo di vivere è il dono più prezioso che ancora riceviamo dalle mani del vero Re e dell’unico Salvatore. 

Per il Comitato Insegnanti Evangelici in Italia

Lidia Goldoni  10 aprile 2020

Pubblicato il Apr 06, 2020

Un tempo per fare cordoglio  di Davide Standridge

Nella Bibbia Salomone, l’uomo più saggio che sia mai vissuto ha scritto: “Per tutto c'è il suo tempo, c'è il suo momento per ogni cosa sotto il cielo: un tempo per nascere e un tempo per morire… un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per far cordoglio e un tempo per ballare,”

Ormai quasi tutti sapete che mio papà è andato alla presenza del Signore la settimana scorsa. Ho condiviso gran parte della mia vita vicino a lui. E’ ovvio sono cresciuto sotto la sua guida, il suo amore, la sua disciplina e poi ho avuto il privilegio di lavorare accanto a lui alla Voce del Vangelo. Ho servito come una delle guide nella chiesa dove lui era pastore per molti anni. Io non l’ho scelto, ma neanche lui aveva scelto me, Dio lo ha determinato nel suo amore e la sua grazia per me.
Ma, non soltanto ho avuto il privilegio di vivere accanto a lui, ho anche avuto il privilegio di condividerlo con tanti altri.

Spesso le persone che mi incontrano mi chiedono se sono il figlio di Bill o Guglielmo. E’ un privilegio rispondergli di si e sentirsi dire che gli assomiglio tanto fisicamente. Vorrei tanto potere assomigliare a lui anche nel servizio per il Signore. So che siamo diversi e Dio lavora in tutti noi e ci usa come vuole lui. La mia speranza è di vivere una vita fedele e dedicata al Signore fina alla fine come ha fatto lui.

davide e bill standridge copyVoglio cogliere l’occasione per ringraziare le centinaia di persone che hanno reagito al post su Facebook e hanno scritto cose belle su papà e mamma che lo ha preceduto in cielo sei anni e mezzo fa. Grazie delle tante parole gentili nei confronti di tutta la famiglia. So che siete tantissimi e non riesco a ringraziarvi personalmente, e lo faccio adesso.

Grazie per le preghiere. Dover sperimentare la morte di un caro in un tempo dove non gli si può stargli vicino fisicamente è difficile. Gestire la morte di un caro che solo qualche settimana fa stava bene è sorprendente, in qualche modo si spera che non succeda a nessuno e neanche a te.

Davanti agli eventi che circondano il coronavirus si stanno spargendo tante lacrime e c’è tanto cordoglio. Sono state calcolate decine di migliaia di morti, che sono probabilmente di più se le statistiche fossero più realistiche.

Noi figli abbiamo potuto, attraverso la tecnologia, leggere dei salmi e cantare e pregare al telefono grazie a un dottore gentilissimo. Non siamo sicuri di quanto potesse sentirci, ma abbiamo una grande certezza, che li dove non potevamo arrivare noi è arrivata la mano amorevole di Dio.

Papà non aveva paura di morire, quello che ci diceva, da quando era diventato più limitato nei movimenti, era molto simile a quello che ha detto 2000 anni fa l’apostolo Paolo.
“Secondo la mia viva attesa e la mia speranza di non aver da vergognarmi di nulla; ma che con ogni franchezza, ora come sempre, Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia con la vita, sia con la morte. Infatti, per me il vivere è Cristo e il morire guadagno. Ma se il vivere nella carne porta frutto all'opera mia, non saprei che cosa preferire”. (Filippesi 1:20-22)

Papà sapeva bene che la lunghezza della sua vita dipendeva solo dal Signore ed era desideroso di andare in cielo, ma era anche pronto ad essere usato come Dio voleva per il bene degli altri. So che Dio lo ha usato tutta la mia vita. Negli anni in cui ha vissuto in casa con me e Loredana dopo la morte di mamma, in cui abbiamo continuato a collaborare insieme e dove io ho dovuto prendere più responsabilità nello scrivere il mensile La Voce del Vangelo, mi ha sempre incoraggiato e spronato.
Il suo attaccamento al Signore e il suo desiderio di imparare meglio cosa volesse dire amare Dio e fidarsi di Lui ed essergli grato per ogni cosa, anche nelle circostanze in cui si trovava, nei mesi passati ha lasciato un profondo segno nella mia vita.

bill standridge nonnoenonnaPotrei andare avanti, ma voglio dirvi che la serenità con cui papà ha vissuto tutta la vita e la sua vecchiaia non dipendevano da particolari capacità che possedesse. Erano legate profondamente alla fiducia che aveva nella sovranità di Dio e la certezza di spendere l’eternità con il Signore nel cielo. Sin da giovane aveva riconosciuto di essere un peccatore e di avere bisogno di un Salvatore. Aveva messo la sua fiducia in Gesù Cristo come suo Signore e Salvatore. Le promesse di Dio lo hanno accompagnato ogni giorno della sua vita. Ha vissuto desiderando che tutti conoscessero il suo Signore e potessero avere le stesse certezze che aveva trovato nella Parola di Dio che studiava e amava.

Come figlio con i miei fratelli e sorella facciamo cordoglio, piangiamo davanti a tanti ricordi, ma siamo sereni perché abbiamo creduto nello stesso messaggio di salvezza.

Posso capire la paura che tanti hanno, posso capire la disperazione con cui tanti devono convivere, perché la vera pace viene dalle certezze che solo Dio può dare nella sua Parola. L’apostolo Paolo ha scritto queste parole a dei cristiani veri: “Fratelli, non vogliamo che siate nell'ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. Infatti, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, crediamo pure che Dio, per mezzo di Gesù, ricondurrà con lui quelli che si sono addormentati”.
(1 Tessalonicesi 4:13,14)

Sono sicuro che Dio ha accompagnato papà nel cielo, anche se non ero li a tenergli la mano. Nulla farebbe più piacere a papà che la sua vita di fede e certezza nella vita eterna con il suo Salvatore, porti altri ad avere le stesse certezze.
Sono sicuro che alla sua entrata nel cielo ha sentito le parole: “Ben fatto fedele servitore”.
Che Dio vi benedica e che anche voi possiate trovare speranza vera in Cristo Gesù.

Davide Standridge (da Facebook)

Pubblicato il Apr 18, 2020

NON RIESCO A DORMIRE di Davide Standridge

Amo far addormentare i bambini tra le mie braccia. Amo quando un bambino piccolo dorme, sono così sereni, non sembrano avere preoccupazioni di nessun tipo. Qualche volta nel sonno sembrano sorridere e cerco di immaginare cosa stanno pensando. Mi piace pensare che in quel sonno pacifico stanno sognando che si sentono sicuri e amati.

sonno 2Il piacere di far addormentare i bambini in braccio è cominciato con i miei figli. Hanno tutti alcuni anni di differenza e così ho avuto il piacere di farlo per diversi anni. Con ognuno di loro ho dovuto scoprire cosa li facesse addormentare. A uno di loro bastava che lo fasciassi completamente nella copertina in modo che non si poteva muovere e si addormentava beatamente. Al secondo bastava che lo prendessi in braccio e gli soffiassi leggermente sugli occhi e pian piano li chiudeva e si rilassava. In quanto all’ultimo avevo scoperto che si addormentava più facilmente se con l’indice colpivo leggermente il suo ciuccio. Ognuno di loro aveva un metodo. Li ho provati anche con i nipotini, quando ne ho avuto la possibilità, è sempre stata una gioia vederli addormentarsi quando ci sono riuscito.

A volte erano troppo stanchi e irrequieti e non riuscivano a calmarsi, e specialmente con i miei figli dovevo tenerli forte tra le braccia fino a che non si arrendevano e si addormentavano. Avevano bisogno di riposare ma non ci riuscivano. Avevano bisogno di essere calmati e di sentirsi al sicuro.

Il salmista Davide ha scritto queste parole tantissimi anni fa: “In pace mi coricherò e in pace dormirò, perché tu solo, o SIGNORE, mi fai abitare al sicuro.” (Salmo 4:8)

sonno 3Cari amici, anche se cresciamo, è ancora vero che dobbiamo sentirci al sicuro per addormentarci. Abbiamo bisogno di sapere che qualcuno si prende cura di noi.

Non credo che sono l’unico che a volte fa fatica a addormentarsi o che si sveglia nel cuore della notte e non riesce più a prendere sonno, e contare le pecorelle non serve a nulla, per me non ha mai funzionato.

L’apostolo Pietro ha scritto nella Bibbia: “gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi.” (1 Pietro 5:7) Nel contesto parla di essere umili, di renderci conto che dobbiamo arrivare al punto che non ce la possiamo fare da soli ma dobbiamo fidarci di Dio.

Se tu non sei mai arrivato al punto di fidarti di Dio, di fidarti della sua parola, riposarti nella sua cura, allora ti invito a provarci. Certo lo devi conoscere, devi sapere cosa pensa, devi scoprire cosa vuole per te e lo potrai fare solo leggendo la sua parola.

Mi rendo conto che ci sono diverse persone che in questo periodo stanno facendo fatica a riposare, forse come i miei figli sei troppo stanco e irrequieto. La preoccupazione per il lavoro, per la salute, per le finanze ti tengono sveglio. Hai creduto ma stai facendo fatica. Devi fare come i bambini. I miei figli quando erano piccoli non si preoccupavano mai del biberon del giorno dopo, o cosa sarebbe successo quando il pannolino si sarebbe riempito di nuovo. La loro preoccupazione era che avessero la pancia piena, che il pannolino fosse pulito e che ci fossero delle braccia amorevoli in quel momento che li facessero addormentare sicuri.

Gesù ci conosce ed è per quello che ha detto: “Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.” (Matteo 6:34)

Non riesci a dormire? Fidati di Gesù! Non riesci a dormire? Ricordati che si è preso cura di te fino ad adesso. È ora di riposarti, non portare dei pesi che Dio vuole portare per te. Ti assicuro che avrai molta più pace e la tua fiducia sarà ben riposta.

Buona giornata nelle braccia del Signore!

Davide Standridge (tratto da FB)

Pubblicato il Apr 09, 2020

ORMAI NON ASCOLTO PIÙ   di Davide Standridge

Alitalia 472 Boeing 777Sono anni che viaggio in aereo. Mi ricordo ancora quando si poteva fumare sull’aereo, mi ricordo quando per andare dall’Italia agli Stati Uniti prendevamo un aereo a eliche. Mi ricordo quando, come bambino, ti facevano entrare nella cabina di pilotaggio e il pilota ti stringeva la mano. Ho volato su aerei piccoli, medi e grandi.

alitalia hostessQualche anno fa una delle linee aeree mi ha fatto un regalo per avere superato un milione e mezzo di kilometri percorsi con la loro compagnia. Mi rendo conto che ci sono persone che hanno volato molto più di me, ma ho volato abbastanza perché rientrasse nella normalità.

Come sapete prima di partire gli assistenti di volo ti spiegano dove sono le uscite, come mettere la cintura di sicurezza, cosa fare in caso che la pressione all’interno della cabina cambi, come mettere la maschera per l’ossigeno, dove trovare il salvagente e come indossarlo.

Ormai non li ascolto più, è scontato e ripetitivo e tanto meno guardo il cartoncino nella tasca del sedile.
Non li ascolto perché penso di sapere tutto? O forse perché ho volato così tanto che non credo succederà nulla? Veramente non lo so, il fatto è che non ascolto, mi sembra quasi una perdita di tempo.

alitalia elicaHo viaggiato con molta turbolenza, ricordo quando abbiamo dovuto fare un atterraggio di emergenza, ricordo quando abbiamo preso un vuoto d’aria e i vassoi del cibo sono balzati al soffitto, ricordo quando un fulmine ha colpito l’aereo, un’altra volta uno dei motori è andato in avaria, una volta ho visto l’hostess piangere spaventata dalla turbolenza. Forse stai pensando che è meglio non viaggiare con me!

Il fatto sta, che questi sono solo episodi sparsi in migliaia di kilometri volati senza problemi. Volare è normale e non salgo pensando ai problemi, ma sicuro che tutto andrà bene come tutte le altre volte.

Oggi penso che stiamo vivendo la turbolenza più grande che ognuno di noi abbia mai sperimentato. Una pandemia a livello globale. Migliaia di morti in tutto il mondo. Frontiere chiuse, milioni di persone chiuse in casa, ospedali nel caos. Personalmente non ho mai vissuto qualcosa di simile.

Sono questi i momenti in cui dovremmo leggere le istruzioni per la vita e anche per la morte. Il profeta Isaia ha scritto migliaia di anni fa: “Cercate il SIGNORE, mentre lo si può trovare; invocatelo, mentre è vicino.” (Isaia 55:6)

alitalia 1Questo è il tempo per tutti noi di conoscere Dio meglio. Forse alcuni devono proprio cercarlo perché non lo conoscono per niente, si sono fidati di quello che altri gli hanno detto, è ora che vi mettete a leggere la Bibbia per scoprire chi è. Ci sono altri che lo conoscono ma la vita normale li ha portati a essere compiacenti, non crescere nella loro conoscenza. La realtà è che tutti noi possiamo e dobbiamo leggere di più e meglio le istruzioni della vita, scritte da Colui che sostiene la vita, Dio.

Uno dei leader nello studio del coronavirus ha detto che come conseguenza a questa pandemia non ci dovremo mai più dare la mano quando ci incontriamo. Esagerato? Sembra strano che un gesto così normale non farà più parte della nostra normalità. La nostra vita e le nostre abitudini più normali sicuramente cambieranno per sempre.

La mia preghiera è che sia io che te prenderemo con più serietà l’impegno di conoscere Dio. Nella Bibbia è scritto: Avvicinatevi a Dio, ed egli si avvicinerà a voi. (Giacomo 4:8)
Se lo fate vi garantisco la vostra vita cambierà in meglio per sempre.

Davide Standridge  (tratto da Facebook aprile 2020)

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